È la metro, sì avete capito bene, la metropolitana. Parlo di quella di Milano per quanto riguarda la mia piccola esperienza di vita.
Esco da lavoro e salgo sul tram 24 in via Ripamonti e mi reco alla metropolitana, M3, la linea gialla, come tutti i giorni, mai un volto uguale, sempre gente, almeno in apparenza diversa.
Bianchi, neri, asiatici, sudamericani… tutto il mondo in un solo scompartimento di un comune mezzo di trasporto: in una “carrozza” di metro. E sorrido, spesso sorrido, mentre con le cuffie nelle orecchie ascolto il mio iPod e qualche canzone, per lo più nostalgica o sdolcinata, ed inizio a guardarmi intorno, osservando chi mi circonda.
Tutti di corsa, celeri e frettolosi di tornare alle proprie case, come d’impulso accalcati alla porta che si apre, come una gara di corsa in cui ai blocchi di partenza si cerca di arrivare primi. Primi per cosa poi non l’ho ancora capito, tranne nel caso in cui il ritardo potrebbe influenzare il mio “prendere il treno in tempo“. Ma la cosa che mi affascina di questo mondo di pochi metri quadrati in cui la folla si accalca, è la calma.
In prossimità delle fermate “strategiche“, la gente è vero che è “di corsa“, ma quando si è in viaggio, il silenzio è sovrano… un silenzio interrotto soltanto dal rumore “fisico” della metro. Ma la canzone di fondo del mio iPod, che accompagna questo spettacolo silenzioso è magnifico. Vedi i volti di tutti, stanchi ma rilassati, dove trovano il loro piccolo momento di pace e di tranquillità perché possono solo aspettare, aspettare di arrivare… allora si calmano ed è come fossero in una sorta di pace.
Io mi diverto, sì mi diverto e mi calmo a guardarli, sorrido e mi sento per un attimo felicissimo, ma soprattutto rilassatissimo. È la parte più bella del mio viaggio di ritorno della giornata post-lavoro. Non preoccupatevi poi ci pensa il treno a portare via il sorriso con i suoi ritardi e quant’altro… però almeno per qualche minuto giro il mondo in una stanza.