Come direbbe Cesare Cesaroni… “che amarezza!”
Come si può pensare di non votare alle elezioni per un partito politico, una preferenza di scheda che, in teoria, dovrebbe governare per la prossima legislatura e decidere le sorti del nostro Paese?
“Il voto è un diritto e prima di tutto un dovere di ogni cittadino di questa nazione”
Questo è quello che ho sempre pensato e che fino a poche settimane fa avrei strenuamente sostenuto con ferma convinzione di essere nel giusto del ragionamento.
Ma ora sono smarrito, completamente smarrito.
Non solo non mi identifico in un personaggio politico in lizza per il primo posto del podio, il che sarebbe già un fatto di successo, ma non vi è una persona sola tra i candidati o i partiti del quale non provi una certa qual forma di disgusto/repulsione.
Son sempre stato contrario agli estremi, quindi prendere in considerazione l’idea di assegnare una preferenza alle fazioni più esterne è fuori dalle mie possibilità. Eliminiamo dunque la destra estrema, il gruppo Storanchè (Storace-Santanchè), e il miscuglio multicolore chiamato Arcobaleno mi pare.
I motivi:
Storanchè… mancano di competenze e serietà e non voglio tirare in ballo descrizioni dei personaggi.
Bertinotti e il suo partito sono anacronistici per me, fermi agli anni ’60 e con soluzioni economiche che incentivano all’aumento salariale alla soglia minima dei 1.100€ mensili. Mossa alquanto idiota perché si tradurrebbe empiricamente in riduzione del personale da parte delle aziende per dover sottostare ad un tetto minimo o, nel caso questo aumento fosse sostenuto dallo Stato, produrrebbe un aumento della spesa pubblica da far lievitare l’inflazione e quindi far registrare un aumento salariale solo nominale e non reale (perdita del potere di acquisto).
I verdi, il freno dello sviluppo economico di un paese. Dove ci sono loro non è possibile costruire nulla anche quando il bene collettivo superi la loro mania di salvare cuccioli, piante e sassi. “Sostenere buoni ideali è giusto, aggrapparsi a stupidi ideali è sciocco”
Il “grande” centro di Casini raccoglie i cocci qua e là e non presenta un programma concreto se non sul punto vista energetico a favore del nucleare. Tuttavia fondare una campagna elettorale su un punto a lungo respiro (10 anni almeno) è quanto meno utopico. Giusta l’idea, sbagliati i tempi, gli strumenti e l’incapacità di coinvolgere altre forze politiche sul grande problema energetico di questo periodo.
PD, il Partito Democratico, partito con uno slancio formidabile… solo contro tutto, una vera tendenza significativa, smarrita molto presto includendo il buon vecchio Di Pietro e i Radicali. Di nuovo un’accozzaglia? Non ha senso… un partito di “denistra” (destra-sinistra) che non capisco bene ancora se voglia posizionarsi a sinistra o destra. Bene forse questo, così non si vive più di retaggi storici legati al concetto storico di Destra e Sinistra in Italia.
Perchè non correre da soli mantenendo il proprio programma senza dover scendere a nessun compromesso con altri partiti? Sarebbe stata la scielta giusta…
PDL, Popolo Delle Libertà. Candidare premier un uomo già candidato per la quinta volta? Un uomo che è uscito sconfitto dalle ultime elezioni? Ma che senso ha? Dov’è lo spirito di innovazione che avrebbero dovuto cavalcare i nuovi rampolli della politica?
Non ho voluto ribadire i vari discorsi anti-berlusconiani che hanno legato tante persone da far trinofare (di pochi voti) una coalizione (Ulivo) che volente o nolente ha dato vita (o continuità dipende dai punti di vista) ad un fenomeno di costante ed inesorabile sfiducia dell’elettorato nei confronti del mondo politico.
Cosa dovrei votare? Come posso votare questa gente?
Indipendentemente da quale sarà la mia scelta, non avremo un potere forte a governare, ma di nuovo una mediazione di favori tra fazioni e faziosi.
Indipendentemente da quale sarà la mia scelta, so che rimarrò deluso.
Il non votare è sbagliato, ma il votare ognuna di queste alternative mi sembra ancora più sbagliato.
Mi sento proprio smarrito.
…che amarezza!