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Google sotto inchiesta in Italia: pazzia!

Prodi disse: “Paese è impazzito, non pensa più al futuro”.

Certo il contesto di questa frase era diverso, ma se decidessimo di adottarlo al caso Google, calzerebbe “a pennello”.

Veniamo ai fatti:

Venerdì 24 Novembre 2006: due responsabili della divisione italiana di Google sono finiti sotto inchiesta perché accusati di “concorso in diffamazione aggravata” a causa del tristemente celebre video pubblicato su Google Video in cui un ragazzo down di Torino viene picchiato da coetanei.
Nonostante Google abbia provveduto ad eliminare immediatamente (pochi giorni) il contenuto proibito, la ONLUS Vivi Down ha sporto denuncia per diffamazione e il PM Francesco Cajani di Milano, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dei rappresentanti di Google, ha disposto la perquisizione dell’azienda. [fonte punto-informatico.it]

Conseguenze politiche e sociali:

Forte senso di disapprovazione da parte di tutti (comprensibile).
Proposta del ministro Fioroni di “tutelare i minori” dal pericolo incombente del web che permette di accedere a contenuti di tutti i tipi con un solo click.

Riporto un’intervista davvero interessante al ministro Fioroni che è possibile leggere qui:
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_19550.html

Seppur la proposta eticamente sia giusta e nobile è irrealizzabile a mio avviso.
A proposito di Fioroni sul sito della Margherita si legge in queste ore che “per arginare i fenomeni che portano i giovanissimi a riprendere le proprie bravate ai danni dei più deboli per poi addirittura diffonderle via Internet, il Ministro e il Governo stanno, nel concreto, discutendo per rivedere la normativa che regolamenta l’accesso alla rete web e l’utilizzo dei videogiochi”.

Le cose comiche sono due:

1) Ci si preoccupa dell’azienda Google e non del problema delle famiglie che NON educano (evidentemente) la propria prole permettendo loro di “emulare” le idiozie che possono trovare sul web, nei videogiochi o altrove;
2) Il blog del ministro Fioroni fino a un giorno o due fa aveva all’interno di alcuni post molti commenti (spam) di natura pornografica, non andrebbe denunciato e inquisito anche lui? Mah…

La verità è che siamo un paese arretrato in tutto e per tutto, per nulla innovativi e siamo gli unici a renderci ridicoli in tutto e per tutto a livello informatico facendoci distinguere solo per le nostre incompentenze tecniche e in questo caso anche giuridiche. Anziché indagare il colpevole di questo atto di cattivo gusto, noi andiamo da Google che non ha filtrato il contenuto adeguatamente… come se ricevessero due video al giorno e non qualche decina di migliaia.

Finché l’Italia come Paese non vorrà adeguarsi al resto del mondo ci ritroveremo sempre ad un punto morto, in cui solo le lamentele prenderanno piede.

Internet, il web, son la libertà per tutti noi, ci permette di avere tutto e di più, sta a noi decidere cosa volere, e sta a noi controllare i nostri figli. E’ nostra la responsabilità, non di altri. Se c’è un videogioco troppo cruento per i nostri figli, siam noi a non doverlo comprare, non alla società che l’ha creato non farlo arrivare ai nostri figli. Cerchiamo di non essere ipocriti per una buona volta nella nostra storia.

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  1. 1 dicembre 2006 a 11:45 | #1

    Non c’è niente di ridicolo.. purtroppo..

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