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La mia città: Vercelli.

Tutti che sdegnano il posto in cui vivono… tutti che tirano parole contro la città che li ha cresciuti!

“È solo un paesone in cui tutti conoscono tutti e in cui nessuno sa farsi gli affari propri!”
“Mi sento soffocare in una città così piccola e pettegola!”
“Soliti posti, soliti abitudini, solita gente… che noia!”

Prendono, partono, scappano, ma poi ritornano… giusto per criticare un po’, giusto per il gusto di fare polemica. Non aprono gli occhi, viaggiano a testa bassa, vedono la gente come demoni in un posto mistificato dai fumi della nebbia e gridano alla noia della solita Vercelli!

Eppure basterebbe veder con occhi diversi… sotto un’altra luce forse, o semplicemente liberi dal nostro unico punto di vista: alzare lo sguardo al di sopra di dove cammina la gente… sopra le nostre teste, e guardare le vie, i monumenti, il centro storico nel quale viviamo.

Sono stufo di questi vercellesi che non sanno guardare, che fuggono per tornare da grandi città dove – “è più bello” – eppure non sanno dire in cosa è più bello!

Milanesotti improvvisati, “cabinotti torinesi” acquisiti… guardate e giudicate la mia città:

vc_01.jpg vc_02.jpg

Consiglio di scaricare le foto alla risoluzione alta per chi può permetterselo con la banda (internet)!

Un ringraziamento particolare a Lorenzo Fantone per le stupende foto.

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  1. Paolo
    23 gennaio 2007 a 9:00 | #1

    A metà del ‘500, durante una delle tante guerre europee, i francesi invasero il Ducato di Savoia. L’allora Duca Carlo II riuscì a rifugiarsi a stento, portando seco l’erede al trono Emanuele Filiberto, nella seconda città per importanza: Vercelli.
    La Storia del Ducato poi Regno di Savoia, quindi Regno di Sardegna, quindi Regno d’Italia passa anche per Vercelli.
    E’ un’abitudine italiana ben radicata quella di criticare la propria città, in quanto l’erba del vicino è sempre più verde. il mito del paesone, dove tutti si conoscono (ma sarà poi vero?) e dove non si fanno gli affari propri, cozza con la Metropoli, dove non conosci nemmeno chi abita sul tuo pianerottolo e dove la gente impone agli altri la propria “privacy” (bubbole è solo egoismo).
    Sono nato e vivo a Torino, amo la mia città e la mia regione. Propendo per una conoscenza più approfondità della realtà in cui siamo quotidianamente calati, anche a dispetto di un po’ meno di consumismo.
    C’è gente che conosce perfettamente i Caraibi, ma non sa il nome proprio della moglie del dirimpettaio.
    A volte si arriva l’assurdo: un mio ex collega mi fece un panegirico sulla privacy perchè gli avevo chiesto che colore aveva scelto per la sua nuoa automobile!
    Come diciamo noi piemontesi: Dopo aver speso tanto per farlo studiare…

  2. Miki
    24 gennaio 2007 a 11:03 | #2

    Parole sacrosante, a chi non piace il “piatto” di questa pianura che non è “nulla” ma possibilità di vedere “di più” cambi aria.
    Siamo provinciali, gente fatta così.
    Che il loro sguardo si infranga nei grattacieli di quello che cercano.

    Ciao a Tutti!!

  3. tosca11
    25 gennaio 2007 a 22:54 | #3

    hai ragione max concordo con te!

  4. 20 aprile 2007 a 22:34 | #4

    Concordo su tutta la linea; da poco vivo a Vercelli proveniendo da ben più affollate zone della Lombardia.
    A me piace molto e penso che quelli che altri ritengono limiti o difetti la rendano, invece, speciale.

  5. Milanese Pentita
    13 agosto 2008 a 19:59 | #5

    Tutto verissimo!
    Quel cielo aperto, quello specchio d’acqua immobile e infinito posato sotto le montagne… quell’aria ancora pulita!
    Che bello!!! Voglio tornare!

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